Ma Babbo Natale esiste davvero?
- cianielisa
- 30 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Ogni anno, quando si avvicina dicembre, nelle case e nelle scuole torna una delle domande più delicate dell’infanzia: “Ma Babbo Natale esiste?”
Per un adulto può sembrare una domanda semplice, ma dietro nasconde un mondo fatto di emozioni, aspettative, bisogno di rassicurazione e desiderio di meraviglia.
Prima di argomentare con voi su questo tema voglio raccontarvi una cosa.
Amo il Natale da che ne ho ricordo. Lo amavo da bambina, l’ho amato da ragazza e ora lo amo ancor di più da mamma.
Amo quella magia che sembra posarsi sulle cose come una polvere luminosa: tutto profuma di attesa e luccica di possibilità. E questa meraviglia lo so bene da dove arriva..la devo a un regalo che porto nel cuore fin dalla mia infanzia.
Ho ricordi che sembrano fiabe: le notti di attesa di Babbo Natale e di Santa Lucia, che da me passava il 13 dicembre. Ricordo quel fermento dolce nella pancia, quell’emozione che faceva battere forte il cuore e mi faceva strizzare gli occhi nel mio lettino per addormentarmi prima, come se il sonno potesse accelerare l’arrivo della magia. Ricordo la scrittura della letterina dove non mancava mai un pensiero per chi era più sfortunato, quei piccoli gesti di cura... lasciare biscotti, latte e carote per le renne e l' asinello e per quell’uomo tanto buono da esaudire i miei desideri.
E poi il risveglio… quel risveglio emozionato che ancora oggi, se chiudo gli occhi, riesco a sentire. La luce diversa nella stanza, il silenzio carico di mistero, la corsa nel cuore prima ancora che nei piedi.
Lo stupore che illuminava i miei occhi più delle lucine che brillavano sull’albero. La condivisione con la mia famiglia, emozioni condivise che riempivano la stanza di bellezza.
Tutto questo oggi lo so che lo devo ai miei genitori.
A loro, che hanno curato, protetto e tramandato una tradizione fatta di piccoli gesti, di sussurri, di stupore e di amore. A loro, che hanno costruito per me un mondo in cui il sogno aveva spazio, e la magia era qualcosa di reale, tangibile, possibile. Allora credevo fosse solo magia. Oggi so che quella magia la creavano loro e io ho imparato a crearla a mia volta per i miei bambini.
E allora ecco che la domanda diventa “Perché togliere questa magia ai bambini?” e per chi come me quella magia l’ha vissuta la risposta diventa semplice...e i dubbi su come rispondere: È una bugia? È giusto alimentare l’idea che Babbo Natale esista davvero? si dipanano da soli.
Dopo averti raccontato un pezzetto del mio vissuto in questo breve articolo voglio offrirti una prospettiva pedagogica e psicologica serena e rispettosa che spero possa aiutarti ad orientarti e (lo confesso) spero possa anche regalarti un po' della mia magia.
La domanda non riguarda solo Babbo Natale: riguarda davvero la magia. Quando un bambino chiede se Babbo Natale esiste, sta chiedendo molto più di una conferma su un personaggio.
Sta domandando, spesso senza saperlo:
È permesso credere nelle cose belle?
Il mondo è magico o solo reale e razionale?
Posso fidarmi degli adulti?
Sono cresciuto abbastanza per capire ciò che non capivo prima?
La figura di Babbo Natale è uno dei primi ponti che un bambino attraversa tra fantasia e realtà. E, come in ogni passaggio, ha bisogno di adulti capaci di accogliere il suo ritmo.
Alcuni adulti temono che alimentare la magia del Natale equivalga a mentire. Ma dal punto di vista dello sviluppo infantile, Babbo Natale non è una menzogna, bensì una narrazione simbolica, proprio come le fiabe o i personaggi delle storie.
I bambini piccoli non distinguono rigidamente fantasia e realtà: vivono entrambe come parti autentiche del loro mondo emotivo. La magia del Natale:
non inganna,
non tradisce,
non manipola,
ma nutre immaginazione, speranza, stupore, gioco e attesa.
È un modo per dire: “Al mondo c’è qualcosa di bello e gratuito che arriva senza chiedere nulla in cambio.
Ogni bambino ha il suo tempo per capire. Il passaggio dalla credenza alla consapevolezza è naturale e graduale.
Solitamente accade così:
A 3–5 anni il bambino crede con entusiasmo.
Dai 6 anni comincia a fare domande più concrete (“Come fa a portare i regali a tutti?”).
Verso i 7–8 anni inizia a sospettare ma non vuole rinunciare alla magia.
Tra gli 8 e i 10 anni emerge un pensiero più realistico: il bambino sa, ma sceglie comunque di partecipare al gioco.
Il ruolo dell’adulto non è anticipare la fine della magia, ma accompagnare questo percorso.
Come rispondere dunque alla domanda “Ma Babbo Natale esiste?”
1. Ascoltare l’intento della domanda
Prima di rispondere, si può chiedere:
“Tu cosa ne pensi?”
“Ti va di raccontarmi perché lo chiedi?”
Questo aiuta a capire se il bambino vuole una conferma, un confronto o semplicemente condividere un dubbio.
2. Restituire la magia, senza inganni
Una risposta equilibrata potrebbe essere:
“Babbo Natale esiste nella magia del Natale: esiste nelle storie, nei sorrisi, nelle cose belle che ci scambiamo.Parte della sua magia è proprio questa: ognuno lo vive a modo suo.”
È una risposta sincera, poetica e rispettosa dell’età.
3. Valorizzare il senso della tradizione
Si può aggiungere:
“I grandi sanno che la magia funziona perché tutti ci crediamo insieme.È un gioco bellissimo che facciamo per rendere speciale il Natale.”
In questo modo, il bambino capisce che non si tratta di essere “presi in giro”, ma di far parte di una tradizione condivisa.
4. Non forzare la disillusione
Se un bambino vuole ancora credere, non è necessario interrompere quel momento.La magia non danneggia: arricchisce.
Se invece il bambino ha già capito, potete accoglierlo nella “squadra dei grandi”:
“Ora che hai capito, puoi aiutare a rendere magico il Natale anche per gli altri.”
Questo passaggio è spesso vissuto con orgoglio.
La magia non finisce quando finisce la credenza. Il vero senso di Babbo Natale è insegnare che:
esiste la generosità,
esiste la gratuità,
esiste la gioia di dare,
esiste lo stupore che può nascere anche da un piccolo gesto.
La magia non riguarda un uomo in slitta: riguarda il modo in cui gli adulti insegnano ai bambini a guardare il mondo. Babbo Natale esiste nell’immaginazione, nelle tradizioni, nei valori, nella tenerezza che gli adulti regalano ai bambini. Non è una bugia: è un linguaggio simbolico, un rito di passaggio, un momento di poesia che accompagna la crescita.
Preservare la magia significa proteggere uno spazio speciale in cui i bambini possono sognare, immaginare e sentirsi al sicuro.
E ogni adulto può diventare, a suo modo, un po' Babbo Natale.
Buon Natale di magia!







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